Energy saving
Chi avrebbe mai pensato che un Lingotto d’oro sarebbe arrivato a valere 140 euro per grammo? Mentre le politiche economiche della globalizzazione sono in espansione, il prezzo delle materie prime, continua a salire nel lungo periodo. Come l’oro, anche l’energia oggi specula tra Domanda e Offerta, subisce l’inflazione a due cifre e altre variabili indicizzate.
L’offerta di oro pare in diminuzione, visti i copiosi acquisti e scambi tra nazioni, in particolar modo in Oriente, che hanno ridotto la quantità delle riserve di oro presso i produttori. Il rialzo del prezzo nei forzieri degli Stati infatti, continua a fare da contraltare al dilagare del Debito.

I MOTIVI DELLA VOLATILITA’ DEI PREZZI
La crescita dei prezzi delle materie prime quindi continua imperterrita, nonostante possiamo notare come il prezzo del gas sia andato in discesa libera. Oggi la borsa quota 0,40 euro circa, rispetto ai 2 euro del 2021 e dall’euro del 2023. Il fatto di aver recentemente “recuperato” i giacimenti nel Mediterraneo e nel Mar Nero, fa sì che il prezzo del gas risulti calmierato, ma basta uno screzio, oppure una riduzione della quantità a disposizione, per tornare sopra l’euro o peggio.

Il Gas come dicevamo ha avuto un picco nel terzo trimestre del 2022 per poi ridursi al secondo trimestre del 2023, anche se questo calo non è stato registrato immediatamente nelle bollette di quel periodo. L’oscillazione di prezzo che le Compagnie offrono ai consumatori, trovano sempre giustificazione nella quotazione di borsa, con effetti di breve ma anche di medio periodo, talvolta nonostante crolli di prezzo.
Dopo un 2024 in crescita costante per via dei rischi legati alle operazioni militari in Iran, il blocco del passaggio dalla Cina all’Africa e Medioriente via Iran, come si vede dal grafico, il prezzo del gas si è ristabilito nel 2025, dopo la distensione in Medioriente.
Russia e Stati Uniti sono andati verso un accordo sulle materie prime che coinvolgesse gli arabi e i Brics, la scelta degli ex Paesi “non allineati” di riunirsi, per limitare l’opportunità delle super Potenze di dominare sui singoli Stati e dettarne le regole economiche e finanziarie. In quest’ottica rientra anche l’accordo commerciale del luglio 2025 chiamato Mercosur.
Ma il prezzo del metano (come vedremo anche dell’elettricità) rimane del 100% più alto rispetto al lontano periodo pre-covid. Di gran lunga oramai preferito il NGL, distribuito nelle centrali del territorio italiano, dopo l’accordo tra USA e Italia, al fine di garantire forniture di gas.
ENERGIA ELETTRICA – FINE DEL MERCATO TUTELATO
Tenuto conto che l’elettricità è prodotta per il 50% con il gas, i costi sono in continua crescita, con una media di 14 centesimi anche per il 2025, in aumento rispetto agli 11 centesimi del 2023.
L’energia elettrica nel mercato libero, prende il prezzo di borsa, una misura che punta a creare uno standard di mercato, un valore di riferimento sui contratti di acquisto, anche se fuori controllo rispetto alla storia precovid, quando il prezzo dell’energia era di 4 o 5 centesimi a kwh.
Il mercato tutelato permetteva di tenere il prezzo calmierato per gli usi domestici. Aziende ad interesse nazionale come ENI o ENEL, potevano accedere al mercato dell’energia a prezzi politici in funzione della necessità minima per usi privati nel Paese.
Oggi il prezzo dell’energia funziona esattamente come qualsiasi altra materia prima. Il grafico di Teha, gruppo di consulenza energetica, alla Presentazione del Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica 2025 a Roma, il 7 ottobre 2025, conferma l’assunto:

QUALE FUTURO – SOSTENIBILITA’
Il consumo di materie prime, nell’economia di mercato, considera come sostenibilità le scelte economiche in base alla Domanda. Non è più una priorità l’energia per tutti, ma raggiungere qualsiasi tipo di consumo per tutti. La scelta dell’Europa di investire nell’efficientamento permette di realizzare livelli di consumo costanti nel tempo maggior quantità di denaro.
L’accordo stretto nel luglio del 2025 tra USA e UE per lo scambio di 750 miliardi di euro di materie prime è stato minacciato però, in questi giorni del 2026 dai dazi. Se Capitan America Trump non modifica le sue aspettative di MAGA, difficilmente se ne uscirà senza sprechi.
Un atteggiamento da Agenda 2030? Possiamo pretendere un SUV a testa? Una casa di 1000 metri quadrati e sperperare risorse. Assicurarsi terre rare, acqua e petrolio, annettendo territori da qualsiasi parte del mondo? Infischiarsene della presenza di esseri umani, da spazzare via come si è fatto con gli Indiani d’America? Come si sta ancora facendo con i Palestinesi? Questa è la soluzione?
Dovremo invece avere qualcosa in meno e godercelo di più. C’è chi già vive così da secoli: piuttosto è la bestia che non accetta di perdere. Il mantra del “d’altronde è così”, “immagino”, “non vedo altre opzioni”, sono vie facili. Le opzioni ci sono, ma bisogna fare in modo che si discuta onestamente per sull’ottimizzazione e la distribuzione delle risorse.

Luca Clemente


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