Ruble of gold

Ruble of gold

Come abbiamo evinto questa mattina dai giornali, Tesaurum si rivela premonitore delle scelte politiche ed economiche legate all’oro fisico da investimento. La Russia, in data 30 marzo 2022, ha deciso di legare il valore del Rublo al prezzo dell’oro. Lo sapevate? Nessuno ha celebrato questa notizia in Italia. E nemmeno largamente in Europa.

Da lunedì, la banca centrale russa ha ricominciato ad acquistare oro dalle banche ad un prezzo fisso di 5.000 rubli (59,35 dollari) al grammo dopo aver sospeso temporaneamente gli acquisti dalle banche a metà marzo per soddisfare l’aumento della domanda di metallo da parte delle famiglie“. (Reuters)

Nell’incertezza del mercato delle materie prime, recuperare il valore del rublo, intorno al 30%, mette al riparo la Russia dalle sanzioni. Il valore dell’oro cresce per effetto della situazione economica incerta. Tenuto conto che questa guerra determinerà nuovi equilibri geopolitici, comprare materie prime in rubli permette alla Russia di recuperare strada nei confronti di USA, Gran Bretagna e soprattutto Germania.


Federal Reserve e Banca Centrale Europea

Le sanzioni tanto sbandierate da parte del mainstream, diventano un zanzara per il gigante russo che si fa quattro risate e compra oro come se fosse acqua. Certo che dal 1992 qualcosa è cambiato avrebbe detto Jack Nicholson, ma che ora la Russia sostituisca gli USA forse era una cosa già progettata ai tempi di Noam Chomsky e di Michael Moore. Correva l’anno 1999 e la Jugoslavia era il banco di prova Occidentale.

RUBLO POST- COMUNISTA

Un rublo dell’U.R.S.S. nel 1961 corrispondeva a 0,987412 grammi di oro, in Italia 0,. Oggi Putin ha messo al cambio 5000 rubli per 1 grammo (ossia 56 dollari, pari a 55,02 sull’Euro). Questo effetto riduce l’inflazione russa e va verso un pareggio dei conti con dollaro e sterlina, la moneta più forte del reame.

La caduta del Muro ha dato all’America il ruolo di gendarme del mondo con il dollaro. Il processo di dedolarizzazione russo e la campagna di acquisto di oro massiccio, eleva la Russia al rango di nuovo colosso mondiale del mercato libero delle materie prime in funzione anti-americana.

La restaurazione a suon di oro, euro e guerra, il peggior connubio da 100 anni a questa parte, è partita ufficialmente il 10 marzo 2022, nonostante i negazionisti della NATO, che pensano solo ai benefici economici derivanti dalla guerra di confine tra Russia e Ucraina, in realtà una guerra tra USA e URSS nello scenario internazionale. Il mondo di nuovo diviso in due, dove il multipolarismo è un travestimento del colonialismo seicentesco.



POTERE D’ACQUISTO ed ILLUSIONE

Lo stipendio medio in Russia di un operaio che lavora nell’industria dell’estrazione di metalli e minerali infatti si aggira sui 60mila rubli, più o meno il salario di un impiegato in banca, un consulente finanziario o un agente assicurativo. Circa 850 euro al mese. (Truenumbers, 2022). Nell’immediato futuro forse avremo un boom economico generato dalla corsa all’oro e dagli aumenti di prezzo dei beni al consumo. Alias: l’oro raggiungerà livelli molto alti e con esso la tenuta della svalutazione del rublo.

Con questa mossa Putin ha dato forza al potere di acquisto del rublo ed ha reso “accettabile la guerra”. Se con 50.000 rubli potevo comprare 900 grammi di oro, ora ne posso acquistare 1000 per effetto della parità aurea. In pratica guadagno sempre gli stessi soldi, ma posso “comprare più cose” si dice.

Rimane un punto: chi si sobbarca i costi della guerra? Il prossimo Paese che si arricchirà, risponde mio padre, che ha 86 anni e qualcosa lo ha visto nella storia del nostro Bel Paese, sarà l’Europa della Germania che sta cavalcando il “guaio ucraino”, con le dichiarazioni del Primo Ministro Olaf Scholz e la sua “Zeitenwende”.

La conferma è lo European peace facility che ci fa ben capire quale sia l’intento della capofila: la Germania, la seconda nazione con più oro al mondo (ufficialmente), è in piena svolta di Versailles.



CENNI STORICI

La spesa bellica fu finanziata senza un aggravio del prelievo fiscale, ma applicando dazi, abbandonando così la politica liberoscambista, e tramite un incremento dell’emissione di moneta e titoli di Stato, si verificarono fenomeni di iperinflazione e un aumento del debito pubblico.

La crescita interna era sostenuta da un circuito finanziario Stato-industria militare, con la mediazione delle banche: la banca centrale aumentava l’offerta di moneta allo Stato contro l’emissione di titoli di debito, acquistati poi dalle banche. Lo Stato trasferiva gran parte della nuova moneta all’industria militare, della quale era il principale cliente, e l’industria militare reinvestiva consistenti profitti nell’acquisto di titoli di debito pubblico dalle banche nazionali, chiudendo il circuito vizioso.” (wikipedia, Il sistema aureo, 1915-18)

Non mi sembra di essere in un momento molto diverso da quello e probabilmente la terza guerra mondiale non è un ipotesi molto lontana. Forse solo il dramma nucleare potrebbe dissuadere da tanta stupidità. La Prima guerra mondiale fu il risultato dell’imperialismo, la Seconda fu il risultato della stupidità ideologica, la Terza sarà per l’egemonia del Mercato Globale. E’ tutto scritto, catalogato, ogni segreto, ogni peccato. (E.Bennato, 1977)


Luca Clemente

Immagine di copertina da Cryptonetwork.news

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