Lo studio Fitoussi

Lo studio Fitoussi

L’oro fisico da investimento non è semplicemente “un” investimento, ma “l’investimento” che segue alcune regole valutarie ben precise, sia per le élite finanziarie che per la finanza popolare da cui arriva il risparmio, per secoli relegato a regole monetarie inviolabili, ancora oggi dettate dal Re.

Non che io sia monarchico. Tutt’altro! Vedo l’oro come una realtà capace di far nascere un dibattito all’interno della società sull’opportunità di possederlo o meno dopo la sua liberalizzazione nel 2000, un fatto patrimoniale che nasce all’indomani della decisione di far circolare la moneta elettronica a livello globale. Come si spiega questa decisione? E come si spiega da quel momento il suo prezzo è quadruplicato?



Emblematico è un articolo di Marcello Bussi di scenarieconomici.it del febbraio del 2017, quando in tempi di Le Pen e di scissioni sovraniste, scrisse di uno studio fatto da una prestigiosa università, Sciences Po di Parigi. L’articolo fa così:

Se l’Italia uscisse dall’euro, la nuova lira si svaluterebbe del 30 per cento, avverte Mediobanca. Una disgrazia per l’inflazione, che salirebbe alle stelle, l’unanime commento. Ma qualcuno pensa che invece la valuta italica rimarrebbe stabile. Più precisamente, si rivaluterebbe dell’1%. Nemmeno Matteo Salvini avrebbe il coraggio di spararla così grossa. Eppure questo è il risultato di uno studio autorevolissimo prodotto dall’Ofce, l’Osservatorio francese della congiuntura economica. Per chi non lo sapesse, l’Ofce è stato fondato nel 1981 dall’allora premier
Raymonde Barre, finanziato dallo Stato francese e affiliato alla mitologica università di Sciences Po, dove si forma una parte consistente dell’élite transalpina. Per vent’anni ne è stato presidente l’economista Jean-Paul Fitoussi, che attualmente è direttore della ricerca. Insomma, quanto di più lontano da Marine Le Pen. E dal punto di vista accademico tutte le carte sono più che in regola.



IL DOLLARO DEBOLE NEGLI EQUILIBRI MONDIALI

Se prendiamo ad esempio il nostro amico dollaro, vediamo che anche la FED ormai non è più credibile nel contenimento dell’inflazione, così i prezzi delle materie prime sale, ma il resto degli approvvigionamenti viene contenuto. L’incertezza dei mercati sale e così anche i guadagni (Borsa). Chi non rischia non guadagna, sopravvive. Chi compra oro per non rischiare accresce il suo patrimonio, ma non abbastanza per chiamarlo guadagno. Semmai conserva e risparmia. Nel tempo.

Quanto mi costa non conservare è la domanda che ci dovremmo fare. Per esempio: se oggi 2021 ho un lavoro, una macchina, figli a scuola e moglie fedele, potrei avere però un futuro prossimo dove la macchina diventa costosa senza un lavoro e i figli all’univerisità potrebbero costare 10 mila euro all’anno.

Se un risparmiatore riesce a conservare 30 mila euro, forse riesce a pagare l’univerisità se la moglie rimane fedele e la casa di propretà se non diventa insostenibile.



A questo punto ho due scenari economici: questi 30 mila euro diventano 50 mila per effetto della crescita del prezzo dell’oro nel tempo (così come succede talvolta alle case). D’altro canto potrebbero diventare 15 mila oppure niente se vediamo quello che è successo al petrolio.

L’ALTERNATIVA C’E’

Lo studio Fitoussi ci vuole solo dire invece che se l’Euro non fosse più la moneta di conto ma ritornassimo alla nostra Lira, ma digitale! Il nostro capitale potrebbe valere 70 milioni di Lire. Un cambio di quel tipo vorrebbe dire che potrei comprarmi una casa con 700 milioni di Lire.

Ma siccome a quel prezzo probabilmente nessuno comprerebbe una casa in periferia, allora i prezzi potrebbero contenersi per effetto del mercato, molto più gestibile a livello finanziario, con un contenimento dell’inflazione e del Debito.

Anche durante il Ventennio la Lira a quota 90 fu un escamotage per riportare in pari i fallimenti della Banca Romana e dello Stato Italiano. Torna di attualità il tema, adesso che le banche italiane sono nel puteferio per affari finanziari poco chiari, ancora oggetto di paura del bail-in e dei conti correnti italiani che potrebbero essere attaccati per ripristinare la scarsa liquidità del Sistema Italia.

E in questa torsione autoritaria dello Stato Globale e del Leviatano tecno-sanitario, c’è chi in Italia sta pensando a generare una nuova moneta alternativa a Bitcoins e moneta elettronica dei padroni cyber, a differenza di quei tempi.



MONETA O BARATTO

Ma sappiamo bene ogni alternativa compresa quella di far circolare l’oro come moneta di conto verebbe subito copiata da uno Stato forte e autoritario che si prenderebbe gli onori di aver gestito le mafie e la nascita di un pericolo per la società. Quello che manca sempre è una giustizia per coloro che con il lavoro di una vita hanno fatto arricchire chi ci comanda e ora è obbligato ad inventarsi il modo per conservare quei quattro spicci!

Se però ognuno di noi comprasse 500 grammi di oro nei prossimi 10 anni, forse in un futuro prossimo, potrebbe sfruttare al meglio la smania dei padroni e gestire con una moneta forte i pagamenti elettronici. Quello che non è possibile fare con i bitcoins in mano alle elite finanziarie del leviatano tecnocratico.

Luca Clemente

 

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